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Guida (AL) solare

Guida al solare

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La protezione solare per mozzarelle ed invidiati (Quelli che si abbronzano)

Piccolo, spazio, pubblicità

E’ nei favolosi anni ’80 che sono nate le campagne di prevenzione dal sole.

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Tante, differenti, a volte semplicemente per cercare un target a cui rivolgersi per la vendita, perché è vero: i solari si vendono d’estate.

Ancora oggi.

Nel 2022 il melanoma, un tumore cutaneo causato soprattutto dai danni dei raggi del sole e delle lampade artificiali, ha avuto un crescendo rispetto agli ultimi 50 anni.

Se da una parte stiamo acquisendo sempre più consapevolezza del perché e del come utilizzare le protezioni solari, è anche vero che, nonostante le indicazioni della Scienza, del Legislatore europeo, delle associazioni contro la lotta ai tumori e delle raccomandazioni da parte di tanti fronti, la verità resta una sola.

Quale? Che per i più la voglia di abbronzarsi non demorde, e quindi si applica meno solare del dovuto, e non si presta attenzione alle ore più calde.

Qualche certezza c’è

Il sole è un grande alleato della vita, e se preso correttamente, proteggendosi dai danni dei suoi raggi:

  • aumenta l’apporto di vitamina D, prevenendo anche l’osteoporosi;
  • incrementa il rilascio di endorfine, i neurotrasmettitori del buon umore.

Guida all’abbronzatura

“Prendi un po’ di sole o fatti una lampada: sembrerai più sano!”. Quante volte ci siamo sentiti dire frasi del genere? Niente di più sbagliato.

L’abbronzatura, infatti, è una difesa della nostra pelle dal sole, ecco perché ci abbronziamo: la pelle inizia a produrre melanina, e non perché ha deciso di seguire l’ultima tendenza estetica, ma per proteggerci.

Sappiamo bene che il sole è tanto bello quanto pericoloso, da un punto di vista termico: insolazione e “coccolone” vanno infatti a braccetto, infatti neanche il più masochista si metterebbe al sole dall’alba al tramonto (mi piace essere ottimista), neppure Apollo.

Facciamo, allora, un pò di chiarezza: cosa succede alla nostra pelle? Davvero le persone che dicono di non scottarsi poi si espongono al sole senza protezione solare? La protezione serve solo alle mozzarelle?

Dimostrazione invecchiamento precoce causato dalla prolungata esposizione solare

Il lato sinistro (alla nostra destra) del volto di questo ex conducente di camion denuncia un invecchiamento precoce della pelle dovuto alla prolungata esposizione solare.

(Northwestern University, Chicago, IL)

scottatura causata dall'esposizione solare prolungata

Spellatura: è la conseguenza di una scottatura dopo essersi esposti al sole per troppo tempo o senza protezione solare (forse stavi facendo il bagnetto alle 13?). Oltre ad essere antiestetica, è un segnale forte e chiaro: dobbiamo prendere il sole in modo diverso.

I raggi solari

Per radiazione solare si intende l’insieme di tutte le onde elettromagnetiche emesse dal sole. Senza andare troppo nei dettagli, di cosa è fatta questa radiazione?

  • Circa la metà è fatta di luce visibile, che ci permette di percepire le forme e i colori;
  • Un’altra parte importante è quella dei raggi infrarossi: non si vedono, ma dobbiamo a loro la sensazione di calore;
  • Quasi il 5% è rappresentato dai raggi ultravioletti o UV, divisi in UV-A e UV-B, invisibili ed impercettibili.
i raggi solari

Innanzitutto parliamo dei raggi UV, in particolare di quelli che ci interessano, gli UVA e gli UVB.

Gli UVA penetrano più in profondità, fino al derma (lo strato cutaneo sotto l’epidermide). Sono subdoli e ci dobbiamo stare lontani perché oltre a provocare un’abbronzatura di breve durata, passano attraverso i vetri, accelerano l’invecchiamento cutaneo (il sole è responsabile del 70%  dell’invecchiamento della nostra pelle), possono alterare il patrimonio genetico delle cellule della pelle ed aumentare il rischio di tumori della pelle. 

Raggi solari: gli UVA

I raggi UVB invece arrivano fino all’epidermide, lo strato più superficiale della pelle, e sono quelli che provocano un’abbronzatura più duratura, le scottature, gli eritemi: anche loro possono alterare il patrimonio genetico delle cellule della pelle e aumentare il rischio di tumori della pelle.

Abbronzatura

Perché ci si abbronza?

abbronzatura

La pelle reagisce a tutti gli stimoli esterni, freddo, caldo, inquinamento, compresi naturalmente i raggi solari, dai quali tenta di proteggersi.

Ma cosa succede esattamente quando comincia ad abbronzarsi?

Sotto l’effetto dei raggi UV, l’epidermide, lo strato superficiale della pelle, diventa più spesso per cercare di bloccare proprio questi raggi.

A quel punto, alcune cellule specializzate si mettono a produrre melanina, un pigmento che è il responsabile dell’abbronzatura.

E la scottatura?

scottatura

L’arrossamento e quella fastidiosa sensazione di bruciore non è abbronzatura, ma scottatura: una reazione acuta della pelle in seguito ad un’esposizione eccessiva ai raggi del sole. Ci indica che la quantità di sole assorbita dalla pelle ha già superato la quantità massima che la pelle è in grado di sopportare…

La pelle non dimentica mai le scottature, che le causano perdita di elasticità e invecchiamento precoce. Molto peggio! Le scottature deteriorano il nostro DNA, il patrimonio genetico contenuto in ogni singola cellula. Una volta danneggiate, alcune di esse rischiano di trasformarsi più tardi in cellule tumorali.

La prevenzione dai danni del sole può salvarvi la vita. Questa informazione dovrebbe già bastare.

Come scegliere la protezione solare?

come scegliere la protezione solare

In base al vostro fototipo e alla salute della vostra pelle, potete scegliere il giusto SPF.

L’abbronzatura non ha nulla a che vedere con la fortuna, riguarda semplicemente la capacità della nostra pelle di attuare meccanismi di difesa contro i raggi UV, cambia da fototipo a fototipo e dalle abitudini di protezione dal sole.

Ecco perché la scelta di un cosmetico solare dipende dal tipo di pelle, dal vostro fototipo.

L’imperativo è evitare in ogni modo le scottature .

Sotto il sole siamo tutti diversi!

Per sapere protezione solare scegliere, dobbiamo prima capire che tipo di pelle abbiamo.

I criteri per definire i vari gruppi di base sono il colore dei capelli, degli occhi e naturalmente della pelle.

fototipi

Fototipo I: Capelli biondi o fulvi, pelle chiara, lentiggini ed efelidi: si scottano sempre e non riescono ad abbronzarsi. Senza protezione si scottano entro circa 10 minuti.

Fototipo II: Capelli chiari, pelle chiara, spesso lentiggini: si scottano sempre, ma possono ottenere una minima abbronzatura . Senza protezione si scottano entro circa 20 minuti.

Fototipo III: Capelli chiari o castani, pelle chiara e sensibile, occhi chiari o scuri: ottengono una modesta scottatura con pigmentazione graduale. Senza protezione si scottano entro circa 30 minuti.

Fototipo IV: Capelli castani, scuri, pelle piuttosto olivastra, occhi scuri: si abbronzano facilmente. Senza protezione si scottano entro circa 45 minuti.

Fototipo V: Capelli scuri, pelle scura, occhi scuri, Si abbronzano intensamente. Senza protezione si scottano entro circa 60 minuti.

Fototipo VI: Capelli neri, pelle nera occhi scuri, si scottano molto raramente. Senza protezione si scottano entro circa 90 minuti.

Che cos’è l’SPF e come funziona

L’SPF viene espresso con un valore numerico, determinato mediante test fisici e biologici, che prevedono test in vivo e in vitro. L’acronimo SPF si riferisce alla protezione dai raggi UVB.

come funzione l'SPF e quale protezione solare usare

Un solare per proteggere dagli UVB deve indicare in etichetta il valore dell’SPF per gli UVA (è indicato il pittogramma con la scritta UVA racchiusa in cerchietto).

Ad un SPF più alto corrisponde una maggiore protezione. La differenza purtroppo non è però così rilevante: ad esempio, non significa che un SPF 30 protegga il doppio di un SPF 15, ma semplicemente che il primo lascia passare circa il 3% dei raggi (1/30) e ne blocca perciò il 97% mentre il secondo ne lascia passare circa il 7% (1/15) e ne blocca il 93%. Così se prendiamo un SPF 50 ne lascia passare il 2% (1/50) e ne blocca il 98%. Gli SPF con fattore di protezione alto proteggono di più, ma non molto di più. Inoltre va tenuto presente che la protezione fornita da un solare dipende dalla quantità di prodotto applicata, dalla latitudine, dalla nuvolosità, dalla stagione.

L’SPF viene determinato applicando quantità di prodotto pari a 2 mg/cm2 (ciò significa che per cospargere tutto il corpo occorrono mediamente circa 35 ml di prodotto!!), quantità ben lontane dalle reali condizioni d’impiego.

Pertanto gli schermi solari, nelle quantità che vengono applicate realmente, forniscono un grado di protezione molto inferiore a quello indicato in etichetta. Ecco perché si raccomanda di fare 2 applicazioni successive (una 15-30 minuti prima di esporsi al sole e l’altra 15-30 minuti dopo l’inizio dell’esposizione) oppure di non utilizzare mai un SPF inferiore a 30, verificando che protegga anche nei confronti degli UVA.

Quanto dura l’SPF applicato?

L’intensità delle radiazioni solari dipende da numerosi fattori, tra cui il periodo dell’anno, l’ora del giorno, la latitudine, l’altitudine, i riflessi sul terreno e le condizioni atmosferiche. Il sole è più intenso a mezzogiorno, ad esempio, in alta montagna e vengono assorbite meno radiazioni UV dagli strati più sottili dell’atmosfera.

Come proteggersi dal sole

  1. Utilizzando una crema solare che abbia i filtri solari con il giusto SPF, ma anche ingredienti idratanti e lenitivi.
  2. Spalmando la giusta quantità di protezione solare (che è di 2 ml per cm quadrato, cioè tanta, e se pensate a una quantità, sappiate che è di più). E va spalmata O.V.U.N.Q.U.E.
  3. Applicandola 20 minuti prima di esporsi al sole, e riapplicandola appena ci si espone.
  4. Riapplicandola ogni 2 ore e comunque tutte le volte che ci si bagna.
  5. Prendendo il sole nelle ore giuste, evitando quelle centrali, quando i raggi UVA sono più forti ed è meglio rifugiarsi all’ombra, amica buona e saggia.
  6. Indossando occhiali con lenti UV, cappelli, abbigliamento UV.
  7. Evita le lampade abbronzanti: nel 2011 l’Italia ha vietato l’uso di apparecchiature abbronzanti a minori, donne in gravidanza, persone con una storia personale di tumori della pelle e persone che non si abbronzano o che si scottano facilmente dopo esposizione al sole.
  8. Se vuoi applicare del makeup con SPF, assicurati prima che la crema solare che hai applicato sia completamente asciutta, e poi applica il makeup.
  9. Non dimenticare il contorno occhi: per questa zona sono consigliati gli stick solari, perché formule più ferme possono evitare che i filtri solari entrino negli occhi, dando una sensazione di fastidio.
  10. Per le zone più sensibili come orecchie, collo, inguine, pianta del piede, prova ad essere più generoso con la quantità di solare.

I filtri solari

meccanismo di protezione solare

I filtri solari si dividono in due categorie, in base al meccanismo di azione:

  • FILTRI CHIMICI (organici): assorbono l’energia dei raggi UV e la trasformano in calore.
  • FILTRI FISICI (inorganici): riflettono e/o diffondono sia gli UV che la luce visibile.

Oggi è meraviglioso osservare come le scelte del consumatore siano sempre più rivolte all’acquisto di protezioni solari con meno impatto per l’ambiente. C’è però da dire che i filtri bio, almeno per il momento, non esistono.

Alcuni Stati nel mondo hanno vietato l’uso di determinati filtri solari, perché dichiarati colpevoli di essere i diretti responsabili dello sbiancamento della barriera corallina. Si può affermare, invece, senza timore alcuno di smentita, che Il maggior danno all’ambiente non arriva dai filtri UV dispersi in acqua, ma dal riscaldamento globale. Lo afferma questa ricerca scientifica molto recente, riportata in basso.

Clicca qui per leggere l’articolo

Quindi la protezione solare tanto amata nel mondo del bio (oltre a non essere bio perché non lo si trova in natura come un fiorellino) è il frutto di una sintesi chimica industriale, tanto necessaria perché ci protegge, ma tanto non bio.

In linea generale, i filtri chimici sono quelli più gradevoli da usare, proprio perché si percepiscono invisibili sulla pelle, leggeri e impalpabili, ma sono anche quelli che possono causare problemi di allergie, cosa che non accade con quelli fisici. Infatti sono attualmente in corso ricerche scientifiche su alcuni filtri chimici per verificarne la tossicità (quanto e se riescono a penetrare la pelle e quali danni possono produrre, anche a livello endocrino). Per questo le commissioni scientifiche ne autorizzano l’uso solo nelle percentuali stabilite in formula, altrimenti sarebbero banditi del tutto.

Negli ultimi anni molte case cosmetiche hanno però scelto di formulare i propri solari con filtri chimici più sicuri, sempre meno impattanti e fotostabili. In pratica non si “disattivano” con la luce solare, perdendo di efficacia dopo poco tempo, ma si “ricaricano” assorbendo la luce e prolungando nel tempo la propria efficacia.

I filtri fisici invece sono ben tollerati sulla pelle, ma hanno problemi di stendibilità, che li rendono meno gradevoli. Oggi si trovano anche in forma micronizzata o incapsulata, proprio per cercare di migliorarne la sensorialità, ma resta comunque difficile formulare un solare di protezione alta/altissima che sia anche gradevole da spalmare.

Come scegliere la protezione solare?

ECCO LE RISPOSTE A QUESTA DOMANDA CHE TUTTI CONTINUIAMO A FARCI:

La protezione solare si sceglie in base al:

  • fototipo (per scegliere l’SPF adatto);
  • tipo di pelle (grassa, mista, secca, sensibile);

per orientarsi sul tipo di formulazione (crema, spray, gel, stick, bifasica, olio)

SUNCHIÒ

Chiò vi propone 3 protezioni solari, piacevoli da utilizzare, adatte a tutti i tipi di pelle non ungono, non appicciccano, non lasciano scia bianca, idratanti, lenitive e ricche di antiossidanti:

Solare by chiò: sunchiò

Falsi miti da sfatare

1. È vero che facendo qualche lampada prima di andare al mare preparo la pelle al sole?

No: Le lampade artificiali utilizzano raggi UVA. Le scottature le causano i raggi UVB. Inoltre sono pericolose per la salute, bandite in molti Stati europei.

2. E’ vero che l’abbronzatura rende più sani?

Falso: L’abbronzatura è un sistema di difesa della pelle, se non ci si protegge dal sole si rischiano melanomi e danni al nostro DNA cellulare.

3. Il sole è importante per evitare rachitismo nei bambini?

Il sole fa bene ai bambini, ma per fissare la vitamina D sono sufficienti 10 min, è anche vero che le scottature lasciano memoria: più ci si è scottati da giovani più aumenta il rischio di sviluppare un melanoma in età adulta.

4. E’ vero che la birra fa stimolare l’abbronzatura?

Falso e pericoloso: spalmarsi birra oltre a sensibilizzare la pelle , aumentare il rischio di macchie, aumenta il rischio di scottarsi.

5. E’ vero che applicando SPF alti ci si abbronza di meno?

Falso: quando ci arrossiamo, non ci siamo abbronzati, ma scottati. Applicando un SPF alto o molto alto, la nostra abbronzatura sarà più intensa e durerà più a lungo.

6. E’ vero che l’SPF diminuisce la produzione di melanina?

Falso: la scienza ha dimostrato che i solari non interferiscono sulla produzione di melanina.

7. Lo scrub toglie l’abbronzatura?

Una buona esfoliazione libera la pelle dalle cellule morte, favorendo un’abbronzatura più uniforme e duratura.

8. Chi ha la pelle scura ha bisogno di SPF?

Tutti i fototipi necessitano di protezione dalle radiazioni UV solari e dal rischio cancerogeno ad esse connesso.

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