I filtri solari europei sono davvero migliori di quelli americani?
Sì, e non è una questione di opinioni.
In Europa sono approvati oltre 30 filtri UV.
Negli Stati Uniti, la FDA ne ha approvati 16, e l’ultimo risale al 1999.
Di quei 16, solo due, il biossido di titanio e lo zinco ossido, hanno ottenuto il riconoscimento formale di sicurezza ed efficacia secondo gli standard attuali. Tutti gli altri filtri chimici storici, inclusi l’avobenzone, l’octocrilene e l’octinoxate, sono tecnicamente in una zona grigia regolamentare: permessi sul mercato americano, ma privi di dati sufficienti per essere considerati definitivamente sicuri dalla FDA.
Ho fondato Chiò in Abruzzo, e questo divario lo sentiamo ogni volta che scegliamo un ingrediente. Lavorare con il Regolamento Europeo CE 1223/2009 significa avere accesso ai filtri più avanzati al mondo. Non è un vantaggio che diamo per scontato.
Perché la FDA americana è ferma al 1999?
Non è una questione di sicurezza dei filtri europei. È una questione strutturale. Il sistema regolatorio americano classifica i solari come farmaci da banco, non come cosmetici, e questo rende ogni iter di approvazione enormemente più lungo e costoso. Lo stesso commissario FDA Marty Makary lo ha riconosciuto pubblicamente: “L’agenzia si è storicamente mossa troppo lentamente in quest’area, lasciando gli americani con meno opzioni rispetto ai consumatori all’estero.”
Il risultato concreto è che milioni di americani usano ancora filtri sviluppati negli anni ’70 e ’80, mentre in Europa e in Asia il mercato ha continuato ad evolversi.
Cos’è il Tinosorb S e perché è importante?
Il Tinosorb S (nome INCI: Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine) è uno dei filtri UV più avanzati disponibili. Copre l’intero spettro UVB e UVA, ha una fotostabilità intrinseca altissima, non si degrada alla luce solare, e grazie al suo alto peso molecolare non penetra nella cute. È approvato in Europa dal 2000, in Australia, in Giappone, in Corea.
Negli USA non è ancora approvato. A dicembre 2025, per la prima volta in oltre 25 anni, la FDA ha proposto di aggiungerlo alla lista degli ingredienti permessi. Ci ha impiegato un quarto di secolo, non per ragioni di sicurezza, ma per le ragioni strutturali che ho descritto sopra.
Il Tinosorb S è presente in Sunchiò Air-Fit SPF50+, sia nella versione crema che nello spray. Lo abbiamo scelto dal primo giorno, non perché fossimo lungimiranti, ma perché in Europa era semplicemente la scelta migliore disponibile.
Cosa sono gli acrilati nei solari e perché noi non li usiamo?
Gli acrilati, i polimeri sintetici e i filmanti come Acrylates Copolymer, Sodium Polyacrylate, Polyacrylate Crosspolymer-11 e VP/Eicosene Copolymer sono ingredienti comuni in molte protezioni solari. Vengono usati per dare texture, creare l’effetto film sulla pelle o aumentare la resistenza all’acqua. Il problema è che si tratta molecole con tempi di degradazione ambientale non accettabili. Finiscono nell’acqua del mare, nei fiumi, nel suolo e non si degradano velocemnete. Restano comunque sicuri per la salute umana.
Nessuna delle tre linee Sunchiò li contiene. È una scelta precisa, non un’omissione casuale. I filtri chimici rimangono un compromesso consapevole, la salute della pelle viene prima di tutto, ma tutto il resto della formula è costruito con la massima attenzione all’impatto ambientale.
Quali filtri contiene Sunchiò e come funzionano?
Le tre linee Sunchiò usano sistemi filtranti diversi, pensati per esigenze diverse. Quello che le accomuna è il sistema regolatorio europeo che le governa e l’assenza totale di polimeri sintetici non biodegradabili.
Sunchiò Air-Fit SPF50+ (crema e spray, stessa formula)


Quattro filtri di nuova generazione, tutti con fotostabilità intrinseca:
- Tinosorb S: copertura totale UVB e UVA, fotostabilità massima, approvato in Europa dal 2000
- DHHB (Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate): specialista UVA1, la banda più penetrante dello spettro, approvato in Europa dal 2005, non approvato FDA
- Ethylhexyl Triazone: filtro UVB potente e fotostabile
- Phenylbenzimidazole Sulfonic Acid: filtro UVB idrosolubile, contribuisce alla texture leggera
Attivi funzionali: Niacinamide, Centella Asiatica, Ginkgo Biloba, olio di vinaccioli, olio di macadamia, olio d’oliva biologico, vitamina E. Formula Vegan, dermatologicamente testata, nickel tested.
Sunchiò Classica SPF50+


Sistema misto organico e inorganico, fotostabile per sinergia tra ingredienti:
- Ethylhexyl Methoxycinnamate e Octocrylene: copertura UVB, l’octocrilene fotostabilizza il sistema
- Avobenzone (Butyl Methoxydibenzoylmethane): copertura UVA eccellente, stabilizzato dalla combinazione con Tinosorb M
- Tinosorb M: fotostabilizza l’intero sistema
- Titanium dioxide e Zinc oxide: filtri fisici ottimi per pelli sensibili
Attivi funzionali: aloe vera biologica, bava di lumaca dal nostro allevamento in Abruzzo, olio di mandorle dolci, vitamina E.
Sunchiò Spray SPF30

Stesso sistema filtrante della Classica SPF50, con una fase botanica straordinariamente ricca: olio di girasole, olio d’oliva biologico, olio di vinaccioli, olio di mandorle dolci, olio di crusca di riso, estratto di borragine, estratto di carota, estratto di avena biologica, estratto di zucca, aloe vera biologica, bava di lumaca dal nostro allevamento in Abruzzo, allantoina.
Perché la polemica sui “filtri chimici pericolosi” non riguarda i filtri europei moderni?
La risposta diretta è: perché nasce da studi su filtri diversi. Buona parte della narrativa negativa sui filtri chimici, quella che circola sui social e che alimenta molta disinformazione, è basata su ricerche condotte su filtri americani di vecchia generazione, principalmente l’ossibenzone. Molecole con profili di sicurezza e fotostabilità molto diversi dai filtri europei moderni come il Tinosorb S o il DHHB.
Trasportare quelle conclusioni ai filtri europei di nuova generazione è un errore categoriale. È come prendere i dati di sicurezza di un antibiotico degli anni ’50 e usarli per screditare quelli di ultima generazione. Le molecole sono diverse, la tecnologia è diversa, gli studi sono diversi.
I filtri approvati dal Regolamento CE 1223/2009 hanno superato una valutazione indipendente del Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS) prima di arrivare sul mercato. Non è una garanzia assoluta, nulla in scienza lo è, ma è uno dei sistemi di valutazione più rigorosi al mondo.
Tabella comparativa: filtri solari USA vs Europa vs Sunchiò
| USA | Europa | Sunchiò Air-Fit | Sunchiò Classica SPF50/SPF30 | |
|---|---|---|---|---|
| Filtri UV approvati | 16 | 30+ | 4 nuova generazione | Sistema misto |
| Ultimo filtro approvato | 1999 | Anni 2000 in poi | Tinosorb S (EU 2001 ultimo agg.) | Tinosorb M (EU 2018 ultimo agg.) |
| Tinosorb S | In iter 2025/26 | Approvato dal 2000 | Sì | No |
| DHHB | Non approvato | Approvato dal 2005 | Sì | No |
| Filtri fisici | Sì | Sì | No | Sì |
| Acrilati e polimeri sintetici | Permessi | Permessi | Assenti | Assenti |
Qual è la differenza pratica tra SPF30 e SPF50?
SPF30 blocca circa il 97% dei raggi UVB. SPF50 blocca circa il 98%. La differenza numerica sembra piccola, ma in termini di raggi che passano è quasi il doppio: con SPF30 passa il 3% dei raggi UVB, con SPF50 l’1%. Per fototipi chiari, per chi si espone intensamente o per chi usa il solare come anti-age quotidiano, SPF50 è la scelta più protettiva. SPF30 rimane un’ottima protezione per fototipi medi in condizioni di esposizione normale.
Sunchiò Air-Fit SPF50 è pensato per l’uso quotidiano tutto l’anno. Sunchiò Classica SPF50 per chi si espone al sole intensamente o ha una pelle che richiede più nutrimento. Sunchiò Spray SPF30 per il corpo, in situazioni di esposizione normale.
La scelta è già nell’INCI
Alla fine di tutto, la differenza tra una protezione solare europea e una americana non è una questione di marketing. È una questione di ingredienti disponibili, di sistemi regolatori che si aggiornano a velocità diverse, e di scelte formulative che si fanno o non si fanno.
Il Tinosorb S è in uso sicuro in Europa dal 1999. La FDA lo sta valutando nel 2026. Il DHHB è approvato in Europa dal 2005 e non esiste ancora negli USA. Nessuna delle tre linee Sunchiò contiene acrilati o polimeri sintetici non biodegradabili, non perché sia obbligatorio, ma perché abbiamo scelto di non metterli.
Queste non sono affermazioni di marketing. Sono dati verificabili nell’INCI di ogni prodotto, nelle opinioni pubbliche dell’SCCS, nelle gazzette ufficiali dell’Unione Europea.
La protezione solare migliore è quella che usi davvero, ogni giorno. Ma tra quelle che useresti, vale la pena scegliere quella costruita con gli ingredienti più avanzati e più rispettosi disponibili. Noi abbiamo cercato di farlo. L’INCI dice se ci siamo riusciti.





